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Cortina InCroda fa il tutto esaurito con Jerry Moffatt.

20/07/2013

Venerdì sera gremito il teatro l'Alexander Girardi per l'appuntamento di Cortina InCroda dedicato al â??Topo di falesiaâ? Jerry Moffatt. Tanta emozione, richieste di autografi, foto ricordo per un personaggio da tutti considerato una leggenda.

Jerry Moffatt per la prima volta a Cortina ha raccontato la sua vita in falesia.
Da quando era bambino, all'avventura in America, alla parentesi dedicata alle gare di arrampicata, alla fama. Con Moffattt sul palco un grande arrampicatore ampezzano, Luca Zardini Canon, vice presidente degli Scoiattoli, che con chiarezza e competenza ha dato un valore aggiunto a tutto ciò che Moffatt ha raccontato con parole e video.
Moffatt, uno dei più grandi arrampicatori al mondo degli anni '80 e '90, che ha ripetuto praticamene tutto quello che c'era da ripetere negli Stati Uniti, Germania e Francia, un uomo che per tutti i climber è il mito, ha affascinato per la sua simpatia e la sua modestia. Moffatt si è raccontato, e ha raccontato delle sue imprese, delle vie liberate di gradi impensabili per l'epoca, della fatica e della costanza negli allenamenti, in maniera sincera, umile.

Gremita la sala di Scoiattoli, Guide, e di tanti appassionati di montagna. Presenti anche tanti stranieri. Divertenti le sue avventure di giramondo alla ricerca del coronamento dei suoi sogni, gli aneddoti sullâ??ambiente dellâ??arrampicata, sulla sua vita che lo ha portato a salire nell'Olimpo dell'arrampicata. Una serata ricca, dinamica, avvincente che ha riscosso applausi unanimi dal pubblico e dai protagonisti sul palco. «Il mio stile di vita si è sempre rispecchiato nel mio stile di arrampicata», ha detto Moffatt, «volevo divertirmi, fare fatica, adoravo il pericolo, ma volevo anche raggiungere il top». E ci è riuscito sia durante la carriera verticale che dopo. Appese le scarpette da roccia Moffatt ora si dedica al surf. Uno sport che riesce a dargli adrenalina. «Dopo i quarant'anni ho deciso di dedicarmi alla famiglia, mi sono sposato e ho avuto due figli», ha spiegato, «ho iniziato a lavorare e a guadagnare. Non ero più ai livelli di un tempo. Bisogna saper capire quando è ora di smettere. Mi piacciono ancora gli sport e pratico surf e golf».
Una vita quella di Moffatt in cui Zardini Canon si è rivisto. «Mi rivedo nei racconti di Moffatt», ha detto lo Scoiattolo ampezzano, «perché anche io vado verso la fine della carriera. Arrampico ancora perché riesco a raggiungere certi livelli e a divertirmi. Ma non riuscirei a tornare indietro, a salire vie â??faciliâ?. L'emozione me la danno le vie difficili, dove ci vuole tanto allenamento fisico e mentale».
Soddisfatto del successo della serata il presidente di Cortina InCroda e degli Scoiattoli, Mario Lacedelli. «Questo appuntamento è stato il coronamento di un sogno», dice, «come lo è tutta la nostra quinta edizione. Da anni volevamo dedicare Cortina InCroda ai grandi alpinisti e arrampicatori della Gran Bretagna e ci siamo riusciti. Jerry Moffatt era la punta di diamante del percorso che la nostra kermesse fa attraverso la montagna britannica. Siamo partiti con una serata più tranquilla e poi stiamo andando crescendo man mano. La sala è sempre piena di gente, segno che il nuovo format, con la presentatrice Giorgia Segato, un esperto locale, uno nostro climber, che supporta l'ospite, e l'aver inserito interventi musicali di qualità piace e questo ci fa molto piacere. L'augurio o è che il pubblico continuai a seguirci sino al 13 settembre perché il programma è solo all'inizio».
La musica a Cortina InCroda è stata affidata alla bravura di Davide Donazzolo, diplomato in strumentazione per banda al Conservatorio di Trento, che ha accompagnato al pianoforte Fabiana Polli, mezzo soprano, diplomata in canto al Tartini di Trieste.
Ironico e ricco di contenuti il consiglio letterario del Libraio Magico Marco Ghedina Tomasc. Affascinante, come sempre, l'intervento dell'opinionista di Cortina InCroda, Marco Albino Ferrari, che si è rivelato un fans di Moffatt, e non poteva essere altrimenti.

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